CANI IN CONDOMINIO

STUDIO LEGALE

CANI IN CONDOMINIO

CANI IN CONDOMINIO Legge 220/2012

Cosa dice la legge sui cani in condominio?

Grazie alla riforma ogni condomino può avere un cane o un gatto in casa propria e il regolamento condominiale non può vietarlo. Il cane può anche girare nelle parti comuni (ascensore e giardino) purché ovviamente siano adottati tutti gli accorgimenti volti a rispettare la libertà, l’incolumità e la tranquillità altrui. La nuova legge (Riforma del Condominio Legge 220/2012) ha modificato in maniera importante la normativa che concerne il possesso di animali domestici all’interno di un condominio. Innanzitutto, dopo la riforma, i regolamenti condominiali non devono più vietare ai singoli condòmini di tenere un pet nel proprio appartamento (nuovo articolo 1138 del Codice civile, ultimo comma).L’inserimento dell’ultimo comma nel suddetto articolo del Codice civile fu fortemente voluto dal ministro Brambilla, da sempre impegnata nella tutela degli animali: lo scopo della nuova legge é quello di non inibire la scelta personale di chi vuole coabitare con un animale domestico, quale vero e proprio componente della propria famiglia.

ATTENZIONE

Se nell’assemblea sono stati introdotti limiti sulla libertà del cane, senza che l’argomento fosse inserito nell’ordine del giorno (per esempio comprendendolo come “varie ed eventuali”), la delibera è già nulla e non bisogna neanche ricorrere al giudice per farla annullare: basta inviare una lettera tramite raccomandata A/R all’amministratore, o altro mezzo equipollente, per ricordargli dell’illiceità della decisione.

COSA DICE LA LEGGE SUI CANI CHE ABBAIANO Art.844 del Codice Civile

i cani hanno tutto il diritto di abbaiare, specie se qualcuno o qualcosa si avvicina al loro territorio di riferimento e purché non si superi la soglia di tollerabilità stabilita nel codice”. Anche se il tutto deve essere nei limiti della normale tollerabilità, fissati nell’art. 844 del Codice Civile.

LIMITE DECIBEL E SOGLIA DELLA TOLLERABILITA’

Nel Codice Civile è presente una sola norma dedicata al rumore; il resto viene lasciato ai tribunali.

Secondo la legge, i rumori che rimangono sotto la soglia della normale tollerabilità non possono essere vietati. I limiti variano a seconda anche dell’orario, infatti, i rumori diventano illegali se superano:

I 5 decibel dalle ore 6.00 del mattino alle 22.00.

I 3 decibel nelle ore notturne.

Ma ci sono anche altre variabili di cui tenere conto, oltre l’orario, come il rumore di fondo della strada intorno, l’insistenza del rumore e la loro imprevedibilità. La giurisprudenza in merito fa riferimento all’articolo 844 del Codice Civile, che vieta le immissioni di rumore, che superano la normale tollerabilità e l’articolo 659 del Codice Penale, che sanziona il disturbo della quiete pubblica.

E’ buona prassi contattare l’amministratore che si occuperà di contattare ARPA Lombardia per procedere con i rilievi dei decibel prima di procedere con eventuali altre azioni nei confronti dei condomini proprietari di animali.

STUDIO MANGIAFAVE

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